Il Cilento

Il Castello Aragonese del borgo antico di Agropoli

Addossato al borgo antico di Agropoli, il Castello si erge in tutta la sua austera bellezza sul promontorio della città, impreziosendo con la sua architettura la già incantevole località cilentana. Le sue origini sono antichissime, le prime testimonianze giunte risalgono al periodo greco – bizantino, quando venne edificato un baluardo come torre di avvistamento. Nel corso dei secoli, la presenza dei normanni prima e degli angioini poi, ha delineato la fisonomia del castello ampliandone la pianta con torri e rinforzandone le difese con mura spesse ed alte. Purtroppo di questo periodo storico non resta molto solo parte della cortina e del fossato. E’ la fase successiva infatti, quella aragonese del XV sec., a darne l’aspetto definitivo. Il castello divenne un vera fortezza difensiva, con feritoie e fossato circostante, in modo da ostacolare l’arrivo del nemico in tutte le direzione. Con il passare dei secoli, la sua destinazione cambia nuovamente, diventando residenza privata di famiglie nobiliari. A pianta triangolare e con tre torri circolari, si erge sul promontorio incastrandosi come un vertice nell’interno dell’area del borgo antico, mentre la base si protende fuori del nucleo abitato, come fortificazione avanzata sul versante collinare dal pendio più dolce e più esposto agli assalti.

Attorno alle mura del castello si trova un fossato largo e profondo, ora distinguibile sul lato verso il borgo, mentre è quasi scomparso il dislivello sul lato orientale a causa dei lavori agricoli e dei cedimenti del terreno avutisi nel corso dei secoli. Il castello presenta l’aspetto assunto dopo le ristrutturazioni d’età aragonese (XV secolo d.C.) che devono aver notevolmente ampliato l’originario impianto, a forma triangolare. L’interno del castello è occupato dalla piazza d’armi e da edifici addossati sui lati settentrionale e orientale. La piazza, oggi adibita a giardino e a teatro all’aperto, non è frutto di un riempimento artificiale, ma poggia sulla roccia inglobata a suo tempo nelle mura del castello, mentre sul lato settentrionale si trova la “Sala dei francesi”, così chiamata a ricordo della sosta del drappello delle truppe francesi nel periodo napoleonico. Il castello di Agropoli è legato a due personaggi: Luisa Sanfelice, della cui famiglia resta lo stemma araldico su un portone, eroina della repubblica partenopea del 1799, giustiziata l’anno successivo, personaggio minore della rivoluzione napoletana del 1799, la cui vicenda umana ispirò il romanzo di Alexandre Dumas (padre), La San Felice, e la scrittrice francese Marguerite Yourcenar, che lo menzionò nel racconto “Anna, soror”.

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